IPOVISIONE E TRAINING NEUROVISIVO 

Il trattamento dell’ipovisione con NVT (Neuro Visual Training) è una metodica “medica” validata che porta a risultati straordinari senza alcun intervento chirurgico, tuttavia non è una pratica  ancora non molto conosciuta.

Il trattamento dell’ipovisione mediante NVT è essenzialmente una tecnica di psicologia clinica che ha bisogno dell’integrazione di più figure professionali (tra cui l’optometrista e l’oculista). Questa tecnica si basa sulla plasticità del sistema nervoso.

COME SI SVILUPPA LA NOSTRA VISIONE ?

Dopo la nascita, il numero dei collegamenti tra neuroni aumenta esponenzialmente fino all’adolescenza, età nella quale la crescita delle connessioni è inibita.

Se un occhio vede meno a causa di un difetto visivo non corretto o di uno strabismo, si parla di “occhio pigro” o di “ambliopia“.
Questo fenomeno di ipovisione in assenza di malattie, dovuto semplicemente ad uno scorretto sviluppo della vista, è ben noto agli oculisti.
Quando un occhio è “pigro” (ambliope), si tenta il recupero della vista bendando l’occhio che vede bene (occlusione) e stimolando così la visione dell’altro.
Questo recupero è possibile solo fino all’età di 6-10 anni, età dopo la quale l’occhio rimarrà per sempre “pigro”.

È stato documentato che la plasticità dipende dall’esperienza e può essere modulata anche nell’adulto.

IL TRAINING NEUROVISIVO

Sulla base di questo riscontro è nata la tecnica del Training neurovisivo, approvata dall’ente americano FDA ed anche certificata con marchio CE di dispositivo medico per il trattamento dell’ipovisione, sia conseguente all’ambliopia, che a qualsiasi malattia che riduca la vista o la qualità visiva.

Il concetto si fonda sul fatto che nei casi di ipovisione lo stimolo elettrico che arriva alla terminazione neuronale (presinattica) è troppo debole per attivare il potenziale d’azione del neurone successivo (post sinattico).

A seguito del potenziamento dello stimolo conseguente al NVT, la risposta si attiva e – aumentando le interconnessioni laterali tra neuroni – la comunicazione (neuronale) diventa più efficiente e l’immagine viene  così elaborata più nitidamente.

Già in passato sono stati commercializzati apparecchi per allenare la visione (per esempio, l’Accomotrack), che ottenevano risultati temporanei, poiché si basavano su un diverso principio, quello del biofeedback.

I risultati che oggi possiamo ottenere nella cura dell’ipovisione sembravano impossibili fino a pochi anni fa.

Un trainer accreditato somministra stimolazioni sensoriali di tipo Gabor patch, personalizzate in base alla patologia e al difetto visivo del paziente.

Le sedute migliorano la curva della sensibilità al contrasto ed aumentano anche la capacità di lettura delle lettere sull’ottotipo.

Una volta raggiunto il massimo risultato visivo e la sua stabilizzazione, il miglioramento acquisito si mantiene nel tempo, esattamente come avviene quando si impara una lingua o un nuovo sport.

Questa moderna metodica apre nuovi orizzonti di recupero e di trattamento dell’ipovisione e di qualsiasi tipo di deficit visivo.

I campi di applicazione sono:

  • la miopia lieve (sotto le due diottrie);
  • la presbiopia iniziale (per pazienti età inferiore ai 50 anni);
  • le alterazioni visive conseguenti alla chirurgia refrattiva o 
alla cataratta;
  • l’ambliopia;
  • l’ipovisione da malattie organiche (maculopatia, nistagmo, deterioramento senile);
  • la dislessia;
  • la“super visione”.
    Il concetto di “super visione” è ben conosciuto dagli sportivi professionisti, che si affidano al NVT per aumentare la percezione di lateralità nel campo visivo e per diminuire i tempi di reazione durante il gioco del calcio o del baseball, potenziando quindi le loro prestazioni.